Lo spettacolo, il progetto

teatro della centena – rimini

in coproduzione con

resextensa – bari

presenta

PIGS

prima operazione: la macellazione

di e con   maurizio argàn

collaborazione al progetto

amos lazzarini, alessandro carli, nicola eboli

video

antonio scardino

costumi

simonetta galassi

ufficio stampa e foto di scena

alessandro carli

col sostegno di

comune di novafeltria – assessorato alla cultura

comune di rimini – istituzione musica,teatro ,eventi

r.e. residenze

DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO (contenuti, obiettivi)

PIGS fa parte del progetto ‘Miti di ieri, miti di oggi , miti di domani, del Teatro della Centena Centena ,che cercherà nel corso dei cinque  anni dello stesso  di  sviluppare  e dare delle ,proprie, risposte a ‘fenomeni’ che sono diventati ‘abitudinari’ nella società contemporanea , e addirittura  di malattia . , cosa che in fondo ha sempre fatto anche negli spettacoli del precedente progetto PASSIONE ( di cui si allegano brevi presentazioni)dato che come  teatro della centena , e come artisti, e come  persone,  siamo sempre stati sensibili a queste tematiche  che ci toccano profondamente e spesso ci hanno  attraversato.

con il primo spettacolo del progetto anime rubate, in cui si indagava il tema della fragilità prendendo spunto due miti modernissimi quali la Callas e la Monroe, in PIGS affronteremo il tema della depressione

 Teatro della Centena, nelle produzioni che porta in scena affronta da sempre  temi sociali o politici, perché crede che il teatro non sia una cosa come una  qualsiasi altra , non è un hobby ma ‘verbo’ sociale.

Con PIGS, e ispirandoci alle vite di due miti della musica dei nostri giorni  ,Britney Spears e Ami Whinehouse, tentiamo di affrontare il tema della depressione ,troppo spesso scambiata e curata come malattia mentale.La depressione è una patologia dell’umore caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire in maniera da lieve a grave il tono dell’umore, compromettendo il “funzionamento” di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale La depressione non è quindi, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell’umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno.La depressione talvolta è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista, e quasi sempre si accompagna a deficit dell’attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione ,

questo secondo i dettami medici

in parole più semplici, le nostre :

La depressione è quello stato psicofisico…. in cui hai voglia di non esistere. È quello stato in cui tutto ti costa fatica: anche il più semplice dei gesti,la più elementare delle azioni…Ti accorgi che le tue braccia non hanno più forza che le tue gambe sono sempre più stanche dopo ogni passo i tuoi polmoni recepiscono con pigrizia l’aria che da la vita… proprio a voler dire che non è la vita che vuoi… ma forse e ripeto forse neanche la morte si proprio così non ti va ne di vivere… neee di morire, ne di amare, ne di odiare, ne di mangiare, ne di morir di fame non ti va nulla: ed è proprio quel maledetto nulla che alimenta le tue giornate e tinge tutto di quel nero infernale che ti allontana dalla realtà, dai tuoi cari, dalle amicizie più vere quel nero che ti trascina dentro un tunnel d’angoscia e di disperazione assoluta vivi così il dolore di un’esistenza che trascina sempre più verso la passività e il mattino quando ti ritrovi davanti a quello specchio vedi riflesso sempre la stessa immagine; la tristezza che la depressione con maestosa abilità ha scolpito sul tuo volto.Agli occhi degli altri il male non esiste… essi si limiteranno a dire “esci, prendi un po’ d’aria, fai una passeggiata, e vedrai che starai meglio”… tu non ci credi, ma con grande sforzo esci lo stesso,vai a passeggiare vicino ad un prato…“ quanti fiori… ma non hanno più colore! Il prato ha perso il verde, il mare il blu! il cielo l’azzurro…e allora ti metti le mani tra i capelli e invochi un Dio in cui non credi più… cominci ad incolparlo del tuo male perchè pensi che un male così profondo e oscuro possa solo essere la condanna mandata da un essere superiore.Per un depresso l’unica speranza è la morte,una morte che invoca quotidianamente… una morte che libera… che rigenera… che guarisce! Dopo tanta sofferenza si arriva ad una conclusione, la fine di questo male oscuro sarà l’inizio dell’eternità.

Lo spettacolo

Note del regista e autore:  Maurizio Argàn,

Ho volutamente  affrontato il Tema della depressione  proprio come segno di liberazione,mia innanzitutto,  anche se liberazione non è, e perché per  un certo periodo della mia vita la depressione mi ha tenuto a braccetto, è stata la mia compagna fedele e crudele,  non lasciandomi neppure per un attimo regalandomi un dolore che ancor oggi non è scomparso del tutto. .

Il testo di PIGS é frutto di un lavoro di costruzione  sulla mia storia personale con dell’aiuto del testo ‘parole in tuffo’ scritto da Giovanni Spiga, che ho conosciuto personalmente nel 1992:ricoverato per oltre 25 anni nell’ospedale psichiatrico di Trieste.. Nel testo di Giovanni ho ritrovato tutti gli stati d’animo che avevo vissuto nel periodo più buio della mia ‘malattia’ che fortunatamente non ha portato  le negatività che  erano state di Giovanni.

Nel suo scritto ho trovato, densità, disperazione, pietà per se stessi .. le parole del testo, come  le mie e come quelle dello spettacolo, sono parole buttate di getto, colate in un pozzo oscuro  e limpido insieme. Parole frasi profonde, inquietanti che i referti medici  di giovanni, con la loro tranquilla superficialità da schiacciasassi rendono ancor più intense….

Dunque PIGS perché?

Per denunciare il mondo che ruota  attorno al ‘depresso’  in quei momenti :  ‘il fenomeno depressione’.

Per denunciare chi  ‘sfrutta ‘ il depresso in ogni ordine ,in ogni cosa.

Personalmente avevo l’amore di una sana famiglia attorno e in fondo è stato più semplice uscirne o perlomeno combatterla , ma , come è successo a Giovanni, ma anche a  Britney e AMy,( le loro interviste intime sullo stato depressivo in cui si sono trovate a vivere   sono agghiaccianti e tragiche,  e  come loro i tanti che hanno un successo stratosferico).

c’è lo sfruttamento ai fini economici della famiglia, ma anche nelle famiglie di modeste condizioni questo avviene, ma soprattutto , anzi soprattutto sottolineo, nel mondo della  medicina perché per la sanità il ‘ depresso’  ha la stessa qualità di un maiale nel mondo alimentare: e’ tutto da mangiare   non si butta via niente come si dice..

si Pigs è anche un atto di accusa al mondo della sanità , all’industria farmaceutica , che sfrutta questo tipo di patologia

PIGS è chiaramente solo un semplice spettacolo teatrale , ma è un grido alla vita , un mio grido alla vita,  e vorrei  , magari fosse anche solo  per una persona , solo per un attimo, qualcuno all’uscita gridasse viva la vita con me , ribellandosi al sistema di cui sopra.

Questo spettacolo è dedicato a coloro che amano la vita nonostante tutto.

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